21 Febbraio 2007

Caduta del governo?Civitas quae sit cogita,quid petas,qui sis.

ritorno per scrivere solo una cosa,(errori dislessici compresi) riguardo a ciò che è accaduto oggi al governo. Avendo perso qualsiasi speranza nonchè fiducia nel mondo politico di oggi avrei dovuto tacere,mandare giù e restarmene in panciolle a dire " eccoci,niente di nuovo sotto il sole". Di recente ho acquistato un libro che consiglio a tutti gli altri "giovani"(quanto odio esser in questa categoria ,"sui giovani d'oggi ci scatarro su") che leggeranno queste righe. POLITIK :




Sono giunta a una conclusione definitiva. Trattasi della fine (almeno per ora) di un eprcorso già intrapreso qualche anno fa. Primo punto a cui sono giunta: L'italia è un paese non governabile. Gli Italiani,presi come massa elettorale,come società nel pieno senso della parola,non sanno stare di fronte al loro paese e di fronte al governo che li sovrasta. Le infinite differenze all'interno di una città,di una regione,di una geografia interna del paese(pensiamo alla ormai accettata differenza tra sud e nord)non SONO e non SARANNO mai disponibili nè fisicamente adatte a sostenere un governo unitario. Quando vi è confusione,non vi sono ideali,non vi è linea politica,non vi sono leader ma solo fantocci sostenuti dagli interessi di decine di partiti,quando l'unica cosa che accumuna tutto il popolo italiano è "nè ho i mezzi quindi ne ho il diritto", quando ancora adesso ci si DEVE lamentare di ogni cosa un governo faccia,sia esso comunale,sia esso statale ,senza minimamente conoscere,ascoltare ciò di cui un governo NECESSITA,ecco che in tutte queste circostanze il potere,o come si usava dire un tempo "il buon governo"non può sussistere. In politica,e in tutte le fasi che si sono susseguite nella storia vi è un rapporto bilaterale basilare,su cui possiamo impiantare l'intera struttura e l'intero meccanismo politico. Il rapporto si può sintetizzare con uno schema:


popolo<---->governo

il popolo inteso come città,nazione,mondo intero si trova in un rapporto di concatenazione profonda con il prorpio governo.Elaborando Hobbes in modo un pò meno pessimistico,lo stato prende qualcosa al popolo,e il popolo prende protezione dallo stato ricevendone lungo il percorso comune,dei "privilegi"(leggi giuste,diritti,doveri,istituzioni garanti della libertà ecc..). Questo avverrebbe,in modo molto semplicistico,se le cose fossero "perfette"cosa impossibile ovviamnete,ma comunque si tratta una base per iniziare un percorso,un presupposto un assioma da cui deve partire ogni azione politica. Una "massima essenziale"da cui partire. le frecce sono ambidirezionali,vi è un equilibrio,che però si badi ebne non va inteso come un impossible modello assoluto di eguaglianza,ma come una normalità,un accettazione di ruoli reciproca. ecco che a volte il nostro schema siubisce delle alterazioni:


popolo---->GOVERNO

questo potrebbe essere,sempre parlando in termini semplicistici,un grafico di uno stato tirannico,o dittatoriale.Il popolo fornisce sì allo stato ciò di cui ha bisogno per governare,ma non ne riceve nulla in cambio. Il governo tiene così in amno le sorti del popolo senza reciprocità am detenendo esso stesso i DIRITTi e i doveri, decidendone l'eventuale utilizzo.



 POPOLO<----governo


Questo ultimo schema invece rappresenta la situazione da cui partiamo in Italia,troppo spesso la nostra mentalità parte da questo presupposto. Pretendiamo sì tutti i "privilegi" e la protezione dello Stato,ma ne rifiutiamo per esempio i doveri,e i contributi necessari al suo sostegno(che è anche il nostro). Ma se finisssi qui ovviamente salverei la classe politica,non sia mai! infatti il punto è che la situazione reale è questa:



popolo ---- governo


Anche il governo infatti è sfornito di forza,di qualsiasi IDEALITà ovvero,di qualsiasi colore,di qualsiasi peculiarità,decisione,intenzione propri della maggioranza della popolazione che lo ha eletto.

Ciò che,cioè,rende il primo grafico non perfetto ma unico e valevole per se stesso.poichè siamo in democrazia. Ma oggi sopra di noi non c'è nulla,un branco di vecchi uomini,che hanno già conosciuto il brutto mondo e ne sono rimasti feriti,macchiati. L'idealità rimasta fa solo cadere i governi,fa solo pubblico.

Qual'è la differenza tra Berlusconi che parla in televisione,lanciando balocchi-mussoliniani ideali agli elettori,e certi leader della sinistra estrema che per non perdere i loro manifestanti gioiosi e rissosi,il loro popolino minuto che li fa sentire come Che guevara,sparano frauccie ad effetto,ostentano il pugno alzato e cantano canzoni in piazza? senza mai raggiungere un cazzo.

Come si è arrivati a questo punto? come si può parlare ancora di meridionali?come possono i meridionali continuare a mostrarsi come DIVERSI dagli "italiani del nord" osentando un diritto all'anarchia e alla "secessione"che troppe volte è una scusa per restare bel belli nella propria merda?
 come possono persone sane di emnte ascoltare un vecchio rincoglionito gridare che c'è lha duro?in un paese civile?
come possono esserci,in un paese diviso,frammentato,dilaniato,direi quasi atomizzato come l'Italia SOLO due RIDICOLE alternative?
Come possono i nostri politici di fronte a una telecamera parlare come fossero all'osteria?

come possono gli italiani lamentarsi di qualsiasi cosa,in egual modo,divisi a metà?

 Come possiamo,noi,andare avanti continuando a pensare di essere O COMUNISTI O FASCISTI? BUONI O CATTIVI?ROSSI O NERI?O PEGGIO AZZURRI?

Stiamo giocando col fuoco,e ne abbiamo tutti colpa,TUTTI.

perchè questa mentalità malata è nelle vene,nel cervello.quando ci sediamo a guardare la tv cambiando canale se c'è la politica,perchè preferiamo veder litigare la gente nei programmi di Maria De Filippi piuttosto che in un parlamento.
Vi fa schifo la politica di oggi?sono tutti venduti?TIPICO ITALIANO!allora se fa schifo la cosa si cambia,ci si fa un idea,si pensa si urla contro lo schermo,si ammette che Fini ha detto una cosa giusta e invece Bertinotti una cazzata,o viceversa.
si pensa cosa faremmo NOI.
Questa è la VERA politica,individui CONSAPEVOLEMNTE concordi,non masse INCOSCIENTI delle motivazioni per cui sono discordi.
Preferiamo metterci una maglietta rossa e fare festa in piazza più che studiare libri di storia e vedere quanti crimini sono stati fatti in nome di quello che per noi è solo un gioco.

E' vero,è meno divertente fare così,meglio racconatre solo barzellette sul berlusca,meglio chiamare prodi mortadella ogni frase che dice.Meglio essere di destra perchè gli immigrati ci rubano il lavoro,o di sinistra perchè la pace è bella per tutti.

CAMBIAMO.dentro di noi c'è un pò di questa mentalità,in tutti noi.
è umano.
è la consapevolezza che ci rende grandi,e in grado di andare avanti.
Partiamo da un bel presupposto:

 
Vi sentite di sinistra?
leggete Montaigne!
ispiratevi a lui,agli illuministi,poi metteteci del vostro.nuove sfumature.
parlate con gente del vostro opposto politico,giuro che quando discuto io con i ragazzi di AN o di Lega Nord,sento aprirsi la mente e ci si stupisce di quanto sia meglio a volte che parlare co chi la pensa esattamente come te.


sinistra e destra non esistono più,sono entrambe figlie bastarde di un Italia malata.

DAL Commentariulum Petitionis di Quinto Tullio Cicerone manualetto di campagna elettorale scritto per il fratello Marco Tullio.

 "Considera bene quale sia la tua città,a quale carica tu aspiri,chi tu sia.Quasi quotidianamente ,nel discendere al foro,devi riflettere su questi motivi(..)"

 non si può prescindere da chi siamo per costruire qualcosa.

2 commenti

  • Mariopdci

    Betta...

    ottima recensione e libro molto interessante!
    Il rischio concreto, mi pare di capire che sia stato evidenziato anche da te, è quello di cadere in uno scadimento qualunquista, in cui la frase celebre è "destra e sinistra sono uguali".
    Purtroppo un sistema bipolare così imperfetto come quello italiano si porta dietro storture ed errori, vedi la caccia sfrenata al centro, che, come molti politologi sostengono, è la zona dove si fa la differenza.
    Io invece la penso diversamente, la lotta al centro non è decisiva, x 2 ordini di motivi:
    1) la differenza % è minore rispetto alle perdite che avrai nelle ali "estreme";
    2) 6 costretto ad andare incontro all'avversario politico, accettandone alcune parti e legittimandolo, quindi.
    Questa è una critica che, da comunista, faccio a DS e Margherita: Berlusconi fa schifo? Bene, allora facciamo qualcosa di REALMENTE DIVERSO DA BERLUSCONI: andiamo via dall'Afghanistan dove al comando c'è un generale USA incriminato x strage e non l'ONU, cambiamo la legislazione sul lavoro, diamo diritti alle coppie di fatto!
    Il problema è che la gente vede giustamente la classe politica come una casta dedita solo alla salvaguardia della propria poltrona e basta, disposta a dare via tutto pur di mantenere quel privilegio.
    Ma la domanda che sorge spontanea è: a chi diamo via il tutto?
    Ci sono in Italia poteri forti che non perdono mai: il Vaticano, Confindustria, la grande finanza...è difficile anche decidere con queste interferenze forti.
    La caduta del sistema bipolare mondiale ha prodotto una globalizzazione che è in realtà una tirannia di una sola nazione, con le sue varie branche chiamate WTO, FMI...
    Purtroppo la deriva in cui stiamo andando è grave, la perdita delle ideologie come guida all'azione politica e il rifugio sicuro nei programmi di rincoglionimento ha portato a un'ignoranza diffusa, in cui la nobile delle attività umane, come Aristotele definì la politica, è ridotta a uno squallido teatrino.
    Chiedo scusa x la lunghezza, ma questo post mi ha appassionato.
    Scritto il: 22/02/2007 01:24:18
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